Interviste e altro

 
Su invito dell’editore Luciano Vanni, una mia riflessione su parole quali indipendenza, autoproduzione, contemporaneità, arte e libertà, per Jazzit, dicembre 2016 “Alla fine, penso questo: tutti, musicisti, giornalisti, pubblico e tutti gli esseri umani, dovrebbero rendere la loro vita migliore, liberarla dalle costrizioni e dalla cecità del conformismo, reagendo con le proprie scelte, consapevolmente, lasciando atrofizzare la menzogna e la bruttura e coltivando le cose vere, reali, oserei dire pure, perché penso siano queste le cose di cui abbiamo tutti bisogno. Non dovremmo più essere condizionati dai pregiudizi che si insinuano pericolosamente nella nostra percezione del mondo. A questo penso come uomo, come musicista e come organizzatore di Setola di Maiale.”

Article and interview on The New York City Jazz Record, October 2016 and also posted on Jazz Word (more easy to read) “‘When things become negative, it’s time to invent other stuff,’ declares drummer Stefano Giust, explaining why and how Setola di Maiale, Italy-based label, was founded in 1993 and is still going strong 322 releases later. He elaborates: ‘In the beginning possibilities for all the talented musicians weren’t available, for obvious reasons, including economic strategies. How many people love free improvisation, free jazz and experimental music anyways?’ he asks.” (Ken Waxman)

Little article on Improvised, 2016 “Setola Di Maiale continues to put out a steady stream of releases that combine some names you know with some you don’t, and are always challenging and worthwhile.” (Craig Premo)

Intervista di Emiliano Grigis per Sodapop Fizz/Radio Gazzarra – anno 3 puntata 20 del 5 marzo 2015 “Stefano Giust a Sodapop Fizz, a mio parere una delle chiacchierate più interessanti della stagione.” (Emiliano Zanotti)

Article on Improvised – A blog about all things concerning jazz and improvised music, 2013 “I have Stef’s Free Jazz Blog [www.freejazzblog.org] to thank for introducing me to the Italian musician-owned label Setola di Maiale. It’s a musician’s collective started in 1993 by drummer Stefano Giust to document work in a high-quality cdr format. As the website states, “Self-produced music and DIY attitude inevitably are the only way for certain type of music to exist, in a market that either is clearly not there, or is stereotyped.” (Graig Premo)

Articolo di Percorsi Musicali 2013 “Sebbene in Italia l’improvvisazione libera abbia ancora un posto da relegati, vi sono senza dubbio musicisti in nucleo ristretto che svolgono una preziosa ed importante attività di sperimentazione e divulgazione: il caso del batterista Stefano Giust è emblematico di come la creatività abbia bisogno di raggiungere mete e settori diversi, in cerca di commistioni possibili basandosi non solo sui canovacci che vanno avanti da anni (alla ricerca di spazi e di consensi): i musicisti odierni non possono più permettersi di avere formazioni musicali specifiche (solo jazz, solo classica, solo rock, etc.) poichè il futuro della musica (che non ancora viene visto nella sua interezza) gli impone una preparazione pluri-genere. Inoltre sarebbe il caso di considerare anche una formazione innovativa sullo strumento, un concentrarsi sulle potenzialità dello strumento suonato, fornendo novità che possono derivare dalla generazione di nuovi suoni, ottenuti tramite accostamenti con l’elettronica, utilizzo ampio delle tecniche di estensione, interazione con il computer. Stefano è assolutamente tutto questo e ha avuto anche il coraggio di fondare un’etichetta discografica nel 1993, la Setola di Maiale. Se avete la pazienza di scandagliare la sua discografia (così come ho fatto io stimolato da alcuni ascolti), vi renderete conto di trovarvi di fronte ad un percussionista eclettico, fuori dagli schemi.” (Ettore Garzia)

Articolo e intervista di Altremusiche 2013 “Setola di Maiale: il suono delle minoranze rumorose.” (Michele Coralli)

Articolo di Free Fall 2013 “Mi viene in mente solo un’altra etichetta che, coraggiosamente, negli anni ’70 propose un catalogo così impegnativo: la Ictus di Andrea Centazzo. Forse quelli erano altri anni, in cui la musica “creativa” e improvvisata era molto più ricercata e richiesta, al contrario di oggi. Quindi, un ulteriore merito per Setola di Maiale.” (Maurizio Zorzi)

Articolo di Percorsi Musicali “Poche note sul jazz italiano: batteria e percussioni” 2013 “La dicotomia funzionale tra percussività pensata per sostenere l’impianto ritmico e percussività intesa a far emergere le caratteristiche sonore intrinseche dei vari elementi che la compongono, è certamente fattore che distingue il jazz delle percussioni nella sua evoluzione moderna” (Ettore Garzia)

Intervista di Kathodik 2012 “Quattro chiacchiere digitali con Stefano Giust, uno dei creatori dell’etichetta Setola di Maiale, agguerrita realtà nostrana dedita alla musica improvvisata, sperimentale, elettronica e contemporanea. Non pago di ciò, Giust è anche un eccellente batterista sperimentatore a tutto tondo, impegnato in moltissimi progetti con svariati artisti internazionali e soprattutto un simpaticissimo, acuto e “fluviale” conversatore. Leggere per credere.” (Marco Paolucci)

“I 10 CD nel CD-Player di Stefano Giust” per All About Jazz 2012 dischi e brevi commenti, per la collaudata rubrica di Vincenzo Roggero.

Intervista de Il Rombo Strozzato 2011 intervista collettiva rivolta ad alcuni musicisti radicali italiani.

Intervista di Chitarra e Dintorni Nuove Musiche 2010 a cura di Andrea Aguzzi.

Intervista di Noctivaga Musica 2010 a cura di Alessandro Lupo.

Intervista di Sands-zine 2008 “Senz’altro non sono sufficienti le 70 registrazioni sigillate da solo, o come co-leader, a decretare la grandezza di Stefano Giust. Non bastano neppure le geniali intuizioni che distinguono in grande il criterio personale di sperimentazione portato avanti per vent’anni. Niente corsi e ricorsi nell’opera di Giust: solamente sana ispirazione e piena individualità. C’entrano poche cose con gli esiti di Stefano: capacità naturale e attenzione a non ghettizzarsi nei generi e negli obsoleti diktat accademici. Conosceremo una personalità extra-large, un soggetto la cui enfasi interna è talmente forte da rievocare il carattere di un inviolato guerrigliero… dei tempi moderni.” (Sergio Eletto)

Intervista di Kathodik 2008 “Quella che presentiamo è una ricca conversazione con Stefano Giust: compositore, improvvisatore, percussionista, produttore appassionato da tanti anni ad uno sviluppo concreto e di classe dell’improvvisazione. La sua creatura discografica, Setola di Maiale, si contraddistingue come una delle etichette indipendenti più policrome, costanti e coerenti del panorama nostrano e non. Animosi ragionamenti rimarranno impressi per l’autenticità, il piglio ribelle e anti-conformista, ed infine, per l’ottima musica trattata.” (Sergio Eletto)

Intervista di Sands-zine 2006 “Credo che un piccolo pezzo estrapolato dalla biografia di Giust dovrebbe automaticamente destare l’interesse di un qualsiasi appassionato di musica, ma se la pillola non bastasse ancora credo che sia utile sapere che il nostro è il boss di Setola di Maiale.” (Andrea Ferraris)

Intervista di Succo Acido 2003 “Setola di Maiale è una realtà che necessariamente doveva esistere in un panorama sonoro così falso come quello esistente tra molte delle tante etichette italiane. Ma va oltre il concetto di etichetta discografica, ed è questo il suo punto di forza, risultando così come una bacheca artistico-sonora rappresentante i progetti di tanti che della inusuale musica ne fanno una necessità vitale.” (Francesco Calandrino)

Intervista di All About Jazz 2002 “Setola di Maiale è un network di musicisti indipendenti, per la maggior parte improvvisatori. Il gruppo è mosso dall’esigenza di dare corpo alle musiche creative prodotte principalmente nella nostra penisola da artisti piuttosto lontani dalle regole del mercato musicale.” (Francesca Bellino / Paolo Caleo)

Intervista e articolo di Jazzit 2002 “Setola di Maiale è un laboratorio di libera coagulazione che opera nella più totale libertà creativa e gestionale: così si presenta il catalogo di questa iniziativa animata da Stefano Giust, musicista con anni spesi bene tra rock sperimentale, free music ed elettronica; musiche cariche di vitalità, poliformi e assai poco rassicuranti, dove invenzione e condivisione sono elementi costitutivi.” (Flavio Massarutto)

Intervista e articolo su Camusi (Patrizia Oliva, Stefano Giust) di SentireAscoltare 2008 “Voce e percussioni. Uno spruzzo di elettronica. Quella camusiana è musica essenziale e difficile per collocazione e impegno nell’ascolto. Ricca di significati, di spunti, di derive e approdi. Camusi tenta di staccarsi dai contesti storicizzati e convenzionali. E produce una musica senza tempo e fuori dallo spazio che la fa divenire al tempo stesso universale e originale, totale e personalissima. Una musica che si pone al nuovo, frutto di maturità e riflessione globale. C’è un cassetto che ogni appassionato di musiche non convenzionali dovrebbe aprire, rovistarci dentro ed esplorare l’infinito universo camusiano.” (Stefano Pifferi)

Articolo su Setola di Maiale di SentireAscoltare 2008 “Ci piace pensare a Setola di Maiale come ad una rete di conoscenze basata sull’interscambio culturale, sulla circolarità dell’informazione, sul dialogare in direzione ostinatamente orizzontale. È così che va, da quando Stefano Giust decide di gestire in splendida, autarchica solitudine, musica non interessata al vendere ma al ricercare.” (Vincenzo Santarcangelo)

Articolo su Setola di Maiale di Musicologi 2006 “Oramai una realtà consolidata della musica indipendente. Setola di Maiale ha dato spazio a quei musicisti ricchi di inventiva che non trovano spazio nei circuiti commerciali. Basta dare un’occhiata al ricco catalogo per rendersene conto e se qualcuno potrebbe obiettare che quantità non rende qualità, si legga i nomi dei musicisti.” (Paolo Bomben)

Articolo su Setola di Maiale di A/Rivista Anarchica 2000 “Setola di Maiale: tutta la faccenda è tenuta in piedi dall’ostinazione di Stefano Giust, che riesce a trasformare nel tempo questa non-organizzazione in un bel catalogo di materiali, ricco di tanti titoli diffusi secondo la più estrema accezione di autogestione e cioè assolutamente al di fuori del giro commerciale dei negozi. Pesta duro, Stefano, e pesta strano.” (Marco Pandin)

Il Peso della Cultura, una lettera aperta a Il Fatto Quotidiano 2010 pubblicata l’11 ottobre attraverso il blog di Pasquale Rinaldis dedicato alle musiche. Nel testo pubblicato sono stati eseguiti dei tagli per motivi editoriali: la versione integrale della lettera è stata pubblicata, oltre che in alcuni blog, da Kathodik e Sands-zine.
 


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