Musica da ascoltare

Qui di seguito ci sono alcuni lettori musicali con una ricca selezione tratta da dischi che ho registrato nel corso degli anni, come parte di ensemble e come solista:

1. ensemble 2025-2015
2. ensemble 2015-1998
3. album in solo 2007-1982

Per le informazioni su queste tracce e la musica, seguono più o meno ampie note, mentre cliccando il pulsante carrello, si verrà reindirizzati alla pagina dell’album, dove è anche possibile acquistarlo, se ancora disponibile. Ci sono molte ore di musica, buon ascolto.

1. Ensemble (2025-2015)

Note, musicisti e strumenti

Come ho scritto nella pagina riguardante i miei progetti, avere molti gruppi musicali non significa lavorare come un juke-box, significa concentrarsi in situazioni e direzioni diverse, sempre attinenti agli ambiti della propria ricerca e sviluppo personale. Sono grato ad ognuna di queste collaborazioni perchè ha permesso una sorta di continuità e progressione alle mie idee musicali e viste insieme, sono una sorta di grande puzzle, dove ogni ancoraggio aggiunge nuovi elementi grazie alla specificità del gruppo. È anche molto difficile mantenere in vita progetti che sono senza compromessi e per questo, fuori dal music biz dell’establishment, penso però che sia dovere di ogni artista perseguire con determinazione e devozione la propria vocazione.

Traccia 1. (primo player) Gabriele Cancelli (tromba, flicorno soprano) Lori Freedman (clarinetto basso) Giorgio Pacorig (pianoforte) Paolo Pascolo (flauto, flauto basso) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 2. Patrizia Oliva (piccoli strumenti, richiami per uccelli, melodica soprano, campanelli, nimah tamburo, scaccia pensieri, tape recorder, foglio di metallo, fisarmonica giocattolo, oggetti) Francesco Costa (tromba, piastra sonora, foglio di plastica, campane da pascolo, campane in ottone, clarinetto con tubo in silicone, guitalele, sintetizzatore monotron, percussione in legno, pandariq tamburo, archetti, battenti in legno, conchiglie) Stefano Giust (batteria, piatti selezionati, wind gong, archetto, kalimba, glockenspiel pentatonico, wooden blocks, temple blocks, tamburello, carillon, voce, foglio di rame, battenti vari, oggetti, editing). Improvvisazione libera.
Traccia 3. Andrea Massaria (chitarra, effetti) Alessandro Seravalle (elettronica) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 4. Giorgio Pacorig (pianoforte) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Tracce 5. / 6. Politácito: María ‘Mange’ Valencia (sax alto, clarinetto) Paolo Pascolo (flauto, flauto basso, sax tenore) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.

Traccia 1. (secondo player) NoNoNo Percussion Ensemble: Gino Robair (percussione, elettronica, pianoforte preparato) Cristiano Calcagnile (batteria, percussione, chitarra DrumTable, effetti, glockenspiel, lamiera elettrificata) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 2. Mahakaruna Quartet: Giorgio Pacorig (piano rhodes, elettronica) Cene Resnik (sax tenore) Gabriele Cancelli (tromba) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Tracce 3. / 4. Ombak Trio: Cene Resnik (sax tenore, sax soprano) Giovanni Maier (violoncello) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 5. Setoladimaiale Unit & Evan Parker: ‘Intro’ con gong suonati da Philip Corner e Phoebe Neville, ‘First’ suonata da Evan Parker (sax soprano e tenore) Marco Colonna (clarinetti in Sib, Do, alto, basso) Martin Mayes (corno, corno delle alpi) Alberto Novello (elettronica analogica) Patrizia Oliva (voce, elettronica) Giorgio Pacorig (pianoforte) Michele Anelli (contrabbasso) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 6. Jars: Henry Marić (clarinetto basso, clarinetto, chitarra elettrica preparata) Boris Janje (contrabbasso) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 7. Haiku: Paolo Pascolo (flauto traverso, flauto basso, sax tenore ed elettronica) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 8. Massimo De Mattia (flauti) Giorgio Pacorig (pianoforte) Giovanni Maier (contrabbasso) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 9. Luciano Caruso (sax soprano curvo) Ivan Pilat (sax baritono) Fred Casadei (contrabbasso) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 10. Patrizia Oliva (voce ed elettronica) Roberto Del Piano (basso elettrico fretless) me alla batteria e percussione. Libera improvvisazione.
Traccia 11. Mahakaruna Quartet: Giorgio Pacorig (pianoforte) Cene Resnik (sax tenore) Gabriele Cancelli (cornetta) me alla batteria, percussione. Dall’album “Inventum” (Nuovo Corso Records, 2017). Improvvisazione su Auf Unf Geht, canzone tradizionale, arr. G. Pacorig.
Traccia 12. Roberto Del Piano (basso elettrico) Marco Colonna (clarinetti) me alla batteria e percussione. Dal doppo album di Roberto Del Piano “La Main qui Cherche la Lumière” (Improvising Beings IB49, 2016). Improvvisazione libera.
Traccia 13. Nervidi: Michele Anelli (contrabbasso, basso elettrico, elettronica) Dominik Gawara (basso elettrico, chitarra elettrica, elettronica) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 14. Jean-Luc Guionnet (sax alto) Markus Krispel (sax alto) Boris Janje (contrabbasso) Miklós Szilveszter (batteria) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 15. Aghe Clope: Paolo Pascolo (flauto traverso e sax alto) Andrea Gulli (laptop, nastro magnetico e sintetizzatore analogico) Giorgio Pacorig (Fender Rhodes, Kork MS20, elettronica) me alla batteria e percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 16. Noma: Alessandra Laganà (testi, voce) Tommaso Marletta (chitarra elettrica) Patrizia Oliva (voce) Boris Blace (trombone) Gabrio Bevilacqua (contrabbasso) me alla batteria, percussione.
Traccia 17. Alessandra Laganà (voce) Tommaso Marletta (chitarra elettrica) Dominik Gawara (basso elettrico) me alla batteria e percussione. Libera improvvisazione.
Traccia 18. Neu Musik Projekt: Guido Mazzon (tromba, piccoli strumenti e giocattoli) Marta Sacchi (clarinetti e flauti) me alle percussione, piatti selezionati, gongs vietnamiti, temple blocks e archetto. Partitura e direzione musicale di Guido Mazzon.

2. Ensemble (2015-1998)

Note, musicisti e strumenti

Traccia 1. Transition: Nils Gerold (flauto) Nicola Guazzaloca (pianoforte) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 2. Gamra: Patrizia Oliva (voce, elettronica) Paed Conca (clarinetto) Eugenio Sanna (chitarra amplificata e oggetti) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera, secondo album.
Traccia 3. Magimc: Thollem McDonas (pianoforte) Edoardo Marraffa (sax tenore e sopranino) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 4. Being Together – Hanoi New Music Festival Ensemble: Lotte Anker (sax soprano e alto) Jakob Riis (elettronica) Nguyen Thanh Thuy (dàn tranh) Ngo Trà My (dàn bau) Pham Thi Hue (ty bà, dàn dày, phàch, voce) Sonx (percussione) Kim Ngoc (voce) Terje Thiwång (flauto traverso) Henrik Frisk (elettronica) Stefan Östersjö (dàn tỳ bà, mandolino) Patrizia Oliva (elettronica, voce) Burkhard Beins (percussione) me alla percussione.
Traccia 5. One Lip 5: Guido Mazzon (tromba) Alberto Mandarini (tromba) Nicola Cattaneo (chitarra elettrica e acustica) Franco Cortellessa (chitarra baritona e chitarra classica 7 corde) Giorgio Muresu (contrabbasso) me alla batteria, percussione.
Traccia 6. Transition: Nils Gerold (flauto) Nicola Guazzaloca (pianoforte) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera, secondo album.
Traccia 7. Crash Trio: Edoardo Marraffa (sax tenore e sopranino) Chris Iemulo (chitarra acustica) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 8. Tobias Delius (sax tenore e clarinetto) Mikaele Pellegrino (chitarra elettrica) Clayton Thomas (contrabbasso) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 9. Magimc: Thollem McDonas (pianoforte) Edoardo Marraffa (sax tenore e sopranino) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera, secondo album.
Traccia 10. Ipersensity: Daniele Pagliero (laptop, strumenti analogici ed elettronici) me alle percussioni elettroniche, laptop. La musica del duo è sempre organizzata secondo questa modalità: Pagliero invia, tramite collegamenti midi, suoni ad otto o più pads elettronici, che io suono utilizzando le bacchette (o anche i pedali). In questo modo le scelte operate da un musicista si riflettevano sull’operatività dell’altro. In pratica il suono di ciascun pad (altezza, timbro, volume, attacco) può cambiare/alterare in qualsiasi momento e analogamente anche il lavoro di percussione, secondo la sensibilità/necessità tipica in un duo di improvvisazione libera. C’è uno strettissimo e originale rapporto tra sviluppo sonoro e movimento ritmico: solitamente dipendono da un singolo musicista che può controllare entrambi sul proprio strumento, qui invece sono sottoposti a due esecutori distinti, ovvero Daniele che controlla lo sviluppo sonoro ed io che controllo il movimento ritmico e strutturale. Non sono state eseguite sovrancisioni. L’album è dedicato alla memoria e all’opera di Derek Bailey, deceduto nei giorni di questa registrazione.
Traccia 11. The Five Roosters: Mario Arcari (sax soprano curvo) Massimo Falascone (sax alto, sax baritono, iPad) Martin Mayes (corno francese) Roberto Del Piano (basso elettrico) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 12. Camusi: Patrizia Oliva (voce ed elettronica) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 13. Aghe Clope Ensemble: Giorgio Pacorig (pianoforte, sintetizzatore) Nicola Guazzaloca (pianoforte, sintetizzatore) Andrea Gulli (laptop, elettronica) Paolo Pascolo (flauto traverso, sax alto) Gianluca Varone (sax tenore, giocattoli) Chris Iemulo (chitarra semi-acustica) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 14. Rediffusion: Andrej Bako (laptop, elettronica) Karen O’Brien (laptop, elettronica) Gareth Mitchell (chitarra elettrica preparata, oggetti) me alle percussioni elettroniche. Improvvisazione libera.
Traccia 15. Gianni Gebbia (sax alto) me alla batteria, percussione. Improvvisazione libera.
Traccia 16. Gbur: Dominik Gawara (basso fretless elettrico) Paolo Caleo (caleofono) Maurizio Suppo (chitarra elettrica) Ivan Pilat (sax baritono) Daniele Pagliero (campionatore, elettronica) me alla batteria, percussioni elettroniche. Improvvisazione libera.
Traccia 17. Margine: Alessandro Cartolari (sax alto e sopranino, microfono) Luca Cartolari (basso fretless elettrico) Paolo De Piaggi (laptop, elettronica, mixer) me alla batteria, percussione, nastro magnetico, elettronica e regia. Il lavoro per Esplendor Lunare 1 + 2 (qui un estratto) si realizza in tre diverse fasi: A. registrazione su multitraccia di alcune brevi improvvisazioni libere del trio strumentale; B. campionatura e gestione via computer delle parti registrate e definizione degli effetti da utilizzare nel mixaggio; C. mixaggio finale, unico per ciascuna parte e totalmente improvvisato sulla base degli elementi organizzati.
Traccia 18. Orbitale Trio: Paolo De Piaggi (chitarra elettrica, elettronica) Ivan Pilat (sax baritono, flauto) me alla batteria, percussione / ospiti Roy Paci (tromba, flauto, pianoforte, violino, armonica) Fred Casadei (contrabbasso, elettronica, pianoforte). Improvvisazione libera.

3. Album in solo (2007-1982)

Note e strumenti

Venendo qui ad una sommaria descrizione dei miei album solisti, la genesi è sempre stata la medesima, decidere cioè quali strumenti utilizzare e lasciare spazio all’intuizione musicale, ponendo mattone dopo mattone: quello che ho fatto, e faccio tuttora, è fare collegamenti, connessioni. Ciò che avevo in mente sulla musica da fare per un determinato disco era ovviamente fondamentale ed era correlato di volta in volta alla scelta della strumentazione, fase davvero molto stimolante che caratterizza l’intero processo creativo. (Lasciamo stare Mr Nattiez). Questo è il motivo per cui ciascuno dei miei album solisti ha una diversa strumentazione e una diversa messa a fuoco. Forse, un punto di interesse nelle mie registrazioni in solitudine, è stata la scelta di lavorare con attrezzature relativamente povere, non sono mai stato infatti interessato alle ultime novità che il commercio musicale offriva ed è una scelta anche politica ovviamente, ben poco consumistica.

Tracce 1. / 2. / 3. Percussioni elettroniche. L’intero album Musiche delle Circostanze è stato composto, improvvisato e registrato nell’autunno 1995. Tutta la musica è stata suonata con le bacchette su pad elettronici, senza sovraincisioni.
Traccia 4. Percussioni elettroniche, laptop. Composto nel 2007, MKUltra si presenta come una suite minimal techno con ventotto parti distinte, tutte con diverse combinazioni ritmiche di suoni campionati (poche decine di sorgenti sonore originali, editate dai londinesi Andrej Bako e Karen O’Brien) che sono utilizzati via pad elettronici, suonati con le bacchette e senza sovraincisioni. La composizione è una ricostruzione radicale di una libera improvvisazione, registrata in concerto a Reggio Calabria nel 2004, come parte di un festival contro il progetto di costruzione del ponte di Messina.
Traccia 5. Percussioni, basso elettrico preparato, due voci. Come il titolo dell’album suggerisce, Pezzi Circolari, tutte le tracce – tra cui le successive n.6, n.7 e n.8 – indagano alcuni piccoli aspetti ritmici e semplici relazioni strumentali. Devozione alla sperimentazione e utilizzo di tecniche estese sono alla base di questa musica. L’album è stato registrato tra il 1998 e il 1999.
Traccia 6. Clarinetto, percussioni elettroniche, chitarra elettrica preparato, basso elettrico. (Vedi nota alla ‘Traccia 5′).
Traccia 7. Due chitarre elettriche. (Vedi nota alla ‘Traccia 5′).
Traccia 8. Quattro chitarre acustiche. (Vedi nota alla ‘Traccia 5′).
Traccia 9. CD player/recorder, giradischi, nastri magnetici, elettronica. Il brano è tratto dall’album New Vexations, registrato nel 2000.
Tracce 10. / 11. / 12. Percussioni elettroniche SPD8 Roland (pads suonati con le bacchette), sintetizzatore Yamaha DX7, processore di effetti digitali Roland DEP-3, Alesis Quadraverb GT (una unità di effetti stereo che combina elettronica analogica e digitale), mixer Soundcraft. La musica elettronica analogica di Linked, composta e improvvisata tra il 2000 e il 2001, è stata suonata interamente in tempo reale (sequencer, campionatori e computer non sono stati utilizzati); naturalmente le varie parti sono state sovraincise con un registratore multitraccia. La musica è vicina all’estetica del minimalismo newyorkese ed è anche minimal techno, perfino acid house se piacciono le categorie, ma in ogni caso si tratta di techno dal tocco umano.
Traccia 13. Stereo-set (tra cui due registratori, amplificatore, giradischi e radio), vinili, nastro magnetico. L’album Margini di Riciclo è costituito da trentaquattro pezzi di musica per nastro magnetico che si susseguono senza pause, suddivisi in due lunghe parti (qui un estratto), composto sia verticalmente che orizzontalmente. Questo lavoro, iniziato nel 1990 e completato a metà del 1993, è prodotto e realizzato integralmente attraverso l’uso creativo di un comune impianto stereo componibile, il quale aveva questa grande peculiarità: esercitando la stessa pressione simultaneamente su due o più tasti di selezione dell’amplificatore, si attivavano quei canali, con il risultato che dalle casse audio si potevano così ascoltare insieme sia il giradischi sia la radio, per fare un esempio; e il tutto poteva essere registrato su nastro da uno dei due registratori annessi all’impianto. Un altra curiosa possibilità era offerta dai nastri delle cassette al cromo o metal: se venivano registrati una seconda o terza volta, senza selezionare il tastino ‘chrome’ o ‘metal’ del registratore, la nuova registrazione non cancellava la precedente ma vi si sovraincideva. La ‘scoperta’ di queste particolarità sono state alla base di Margini di Riciclo, il resto è un minuzioso lavoro di cut-up di nastri, manipolazione di musica classica contemporanea e musica popolare, vinili più o meno alterati ed emittenti radiofoniche che entrano nella musica per lo più in modo aleatorio. Strumenti musicali o computer non sono stati utilizzati. A quel tempo, come background, sono stato ispirato dalle Imaginary Landscape e Williams Mix di Cage (lavori conosciuti solo sui libri e ancora non ascoltati, tanto era difficile reperire questi materiali, e lo stesso vale per i primi lavori di Schaeffer); in seguito ho conosciuto e ascoltato il lavoro del compositore John Oswald e la sua idea di plunderphonics (saccheggiofonia). Per quanto riguarda i testi, espressi attraverso le varie voci – di cui le più ricorrenti sono tratte da vari spoken word album di William S. Burroughs, Jello Biafra e Timothy Leary – sono scelti con cura, mentre altre voci sono registrate aleatoriamente da stazioni radiofoniche, non sempre sintonizzate su programmi prescelti; questi testi delineano un quadro preciso e poco rassicurante. Credo che questo lavoro abbia toccato, musicalmente, alcune delle cose scritte in Mille Plateaux da Deleuze e Guattari. Un album così costruito con lo stereo-set, l’avevo registrato già nel 1989 con il nome Urban HardBeat Energy e pubblicato dall’etichetta Old Europa Cafe. Margini di Riciclo è dedicato ad alcuni maestri amati, come John Cage e Pierre Schaeffer per la musica, William S. Burroughs per la letteratura e Marcel Duchamp per l’arte visiva.
Traccia 14. chitarre elettriche preparate, live electronics, feedback, sintetizzatori analogici (Kork SM20 e Eko Ekosynth P15), flauto dolce, televisore, radio, oggetti, nastro magnetico, cut-up. Opera è stato il mio primo progetto musicale e a quel tempo le mie grandi influenze erano le idee e la musica di John Cage e il lato più radicale della cultura post punk. Qui una selezione dalle tre cassette pubblicate da Old Europa Cafe negli anni Ottanta.
Ultima nota. Aggiungo in queste note ai dischi in solo, una breve descrizione del doppio album “Ripercuotere” perchè lo si può comunque ascoltare in rete. La strumentazione: batteria, percussioni elettroniche (pads), chitarra preparata, oscillatore (VCO), tastiera e oggetti. Tutti i pezzi sono tratti da circa dieci ore di libere improvvisazioni registrate nel cuore di alcune notti, nell’autunno del 1994, senza sovraincisioni.