Interviews e altro

 
Un paio di focus di Battiti–Rai Radio Tre del 31 gennaio e del 13 febbraio 2024 con la trasmissione integrale di 10 pezzi tratti da 9 dischi di Setola di Maiale, con i commenti (perfetti) di Antonia Tessitore e di Pino Saulo, con una segnalazione alla mia intervista per le Edizioni Scarabocchio.

Libretto con una lunga intervista a cura di Renato Sclaunich per le Edizioni Scarabocchio, pubblicata il 29 settembre 2023, dal titolo: “Dai tamburi alla Setola di Maiale e viceversa”. La collana editoriale prosegue le sue uscite con l’intento di raccontare il panorama improvvisativo italiano. Questa pubblicazione in tiratura limitata di 50 copie, firmate e numerate a mano, consiste di 40 pagine con una breve introduzione, il testo dell’intervista e alcune fotografie.

Una lunga intervista per Percorsi Musicali, pubblicata il 14 febbraio 2023, dal titolo: “30 anni di Setola di Maiale” “Ciò che si intuisce con chiarezza è la coerenza degli intenti e il rifiuto di qualsiasi compromesso, elementi che ad un certo punto vengono supportati anche da una progressiva crescita di popolarità: ciò che all’inizio era un’espressione radicale e minuta si è oggi tramutata in enfasi programmatoria, un laboratorio di prodotti e musicisti che investono qualsiasi sub-settore della musica. La Setola di Maiale ha sempre più autonomia, presenta un conto che sta praticamente raggiungendo i 500 pezzi di catalogo, ha prodotto collaborazioni importanti con istituzioni preziose della musica non allineata e tiene alta la bandiera della qualità delle pubblicazioni grazie ad un lavoro di ascolto preventivo che Giust svolge con molto acume. Stefano non ama il parlare a vanvera o il brusio intellettuale, è un uomo che dietro una misurata timidezza nasconde un pensiero concreto, qualcosa che può vincere o avvilire qualsiasi posizione contraria.” (Ettore Garzia)

(NL) Een korte focus van Jazz’Halo, gepubliceerd op 17 september 2020, getiteld: “Improviseren met Stefano Giust” “De Italiaanse drummer Stefano Giust (niet te verwarren met de gelijknamige saxofonist) zijn ideeën reiken verder dan alleen de muziek. Dat hij de non-conformistische wereld van de improvisatie koos om dit alles uit te werken is dan ook haast vanzelfsprekend. Hij is bovendien de drijvende kracht achter het label Setola Di Maiale.” (Georges Tonla Briquet)

(ES) Una larga entrevista de Rogelio Pereira para Oro Molido #54 – Publicación de Improvisación Libre, Arte Sonoro y Nueva Música (libro de 128 páginas + descarga gratuita) publicada el 14 de marzo de 2020, titulada: “Deberíamos cambiar el mundo de la A a la Z”, así como numerosas reseñas originales de Jean-Michel Van Schouwburg traducidas al español por Chema Chacón. “Stefano ha tocado con cientos de músicos internacionales y en una amplia muestra de festivales en varios continentes. Rogelio Pereira envió la siguiente entrevista a Stefano vía correo electrónico donde encontramos sus desarrolladas respuestas convencido de que su labor como improvisador tiene – como él dice – “un deseo artístico intransigente porque el arte nunca debe confundirse con la lógica cancerígena del mercado”. Una gran entrevista a un artista que merece la pena leer, seguir su trayectoria y escuchar su música.” (Chema Chacón)

Una lunga intervista per Il Giornale Della Musica, pubblicato dalla casa editrice EDT il 10 dicembre 2019, dal titolo: “Stefano Giust, politiche delle musiche non allineate – che cosa significa fare musica di ricerca nell’epoca del post-capitalismo” “Da oltre 25 anni Stefano Giust, da Pordenone, è il motore di Setola di Maiale, etichetta che documenta le musiche improvvisate italiane e del mondo. Agitatore della scena che in ogni modo (e tra tante difficoltà) resiste al conformismo dilagante e batterista instancabile e anti-retorico, Giust è un musicista con una visione. Abbiamo cercato di farcela raccontare qui.” (Nazim Comunale)

Un mio articolo commissionato per Solar Ipse #9 (marzo 2019) riguardo dieci dischi che mi hanno formato “Non solo batterista extraordinaire, votato al dialogo coi diversi linguaggi delle musiche di ricerca (i nomi dei suoi vari progetti e collaborazioni non si contano e forse non basterebbero tutte le pagine di questa fanzine per raccontarli nel dettaglio uno ad uno), ma anche titolare dell’etichetta più longeva di materiali deformi e difformi che sia mai esistita in Italia: Setola di Maiale. Stefano Giust è una figura chiave di quell’underground che resiste e pensa nonostante tutto.” (Loris Zecchin)

Una lunga intervista per The New Noise pubblicata il 14 maggio 2018 “Stefano Giust è un puro. È batterista e instancabile deus ex machina di Setola di Maiale, un’etichetta dedita da un quarto di secolo all’improvvisazione nelle sue svariate forme, forte oramai di un catalogo davvero nutrito e di una coerenza e di un’apertura mentale ammirevoli. In occasione di un live ad Area Sismica di qualche tempo fa in trio con Marco Colonna e con Fred Casadei al contrabbasso, lo abbiamo intervistato.” (Nazim Comunale)

Articolo di Mellophonium, 2018 “Il coraggio di osare, di andare oltre, di non essere conformisti. Questo dovrebbe fare sempre il jazz, più in generale l’arte. Purtroppo, spesso, non è così. Ma come sempre, anche nella convenzionale Italia, ci sono delle eccezioni, delle isole anarchiche, dove poter sperimentare in libertà. Nel variegato e stimolante panorama delle etichette discografiche jazz, ad esempio, sul versante indipendente troviamo delle gradite sorprese.” (Marco Scolesi)

Una lunga intervista per la storica rivista Musica Jazz, n. 801, agosto 2017 (qui la copertina) “Stefano Giust – venticinque anni contro tutte le convenzioni.” (Sandro Cerini) ["Non parlo mai delle cose che ho fatto o scritto, ma sono molto felice che questa intervista abbia visto la luce, per Stefano, per la persona e il musicista che è, per il suo lavoro di produttore, per la sua capacità di immaginare scenari diversi dalla desolante situazione attuale... non ci arrendiamo!" Sandro Cerini]

Su invito dell’editore Luciano Vanni, una mia riflessione su parole quali indipendenza, autoproduzione, contemporaneità, arte e libertà, per Jazzit, dicembre 2016 “Alla fine, penso questo: tutti, musicisti, giornalisti, pubblico e tutti gli esseri umani, dovrebbero rendere la loro vita migliore, liberarla dalle costrizioni e dalla cecità del conformismo, reagendo con le proprie scelte, consapevolmente, lasciando atrofizzare la menzogna e la bruttura e coltivando le cose vere, reali, oserei dire pure, perché penso siano queste le cose di cui abbiamo tutti bisogno. Non dovremmo più essere condizionati dai pregiudizi che si insinuano pericolosamente nella nostra percezione del mondo. A questo penso come uomo, come artista e come organizzatore di Setola di Maiale.”

(EN) Article and interview on The New York City Jazz Record, October 2016 also published on Jazz Word . “When things become negative, it’s time to invent other stuff, declares drummer Stefano Giust, explaining why and how Setola di Maiale, Italy-based label, was founded in 1993 and is still going strong 322 releases later. He elaborates: ‘In the beginning possibilities for all the talented musicians weren’t available, for obvious reasons, including economic strategies. How many people love free improvisation, free jazz and experimental music anyways?’ he asks.” (Ken Waxman)

(EN) Little article on Improvised – jazz and improvised music blog, 2016 “Setola Di Maiale continues to put out a steady stream of releases that combine some names you know with some you don’t, and are always challenging and worthwhile.” (Craig Premo)

Intervista a cura di Emiliano Grigis per Sodapop Fizz/Radio Gazzarra (anno 3 puntata 20) del 5 marzo 2015 “Stefano Giust a Sodapop Fizz, a mio parere una delle chiacchierate più interessanti della stagione.” (Emiliano Zanotti)

(EN) Article on Improvised – jazz and improvised music blog, 2013 “I have Stef’s Free Jazz Blog (www.freejazzblog.org) to thank for introducing me to the Italian musician-owned label Setola di Maiale. It’s a musician’s collective started in 1993 by drummer Stefano Giust to document work in a high-quality formats. As the website states, “Self-produced music and DIY attitude inevitably are the only way for certain type of music to exist, in a market that either is clearly not there, or is stereotyped.” (Graig Premo)

Articolo di Percorsi Musicali, 2013 “Sebbene in Italia l’improvvisazione libera abbia ancora un posto da relegati, vi sono senza dubbio musicisti in nucleo ristretto che svolgono una preziosa ed importante attività di sperimentazione e divulgazione: il caso del batterista Stefano Giust è emblematico di come la creatività abbia bisogno di raggiungere mete e settori diversi, in cerca di commistioni possibili basandosi non solo sui canovacci che vanno avanti da anni (alla ricerca di spazi e di consensi): i musicisti odierni non possono più permettersi di avere formazioni musicali specifiche (solo jazz, solo classica, solo rock, etc.) poichè il futuro della musica (che non ancora viene visto nella sua interezza) gli impone una preparazione pluri-genere. Inoltre sarebbe il caso di considerare anche una formazione innovativa sullo strumento, un concentrarsi sulle potenzialità dello strumento suonato, fornendo novità che possono derivare dalla generazione di nuovi suoni, ottenuti tramite accostamenti con l’elettronica, utilizzo ampio delle tecniche di estensione, interazione con il computer. Stefano è assolutamente tutto questo e ha avuto anche il coraggio di fondare un’etichetta discografica nel 1993, la Setola di Maiale. Se avete la pazienza di scandagliare la sua discografia (così come ho fatto io stimolato da alcuni ascolti), vi renderete conto di trovarvi di fronte ad un percussionista eclettico, fuori dagli schemi.” (Ettore Garzia)

Articolo e intervista di Altremusiche, 2013 “Setola di Maiale: il suono delle minoranze rumorose.” (Michele Coralli)

Articolo di Free Fall, 2013 “Mi viene in mente solo un’altra etichetta che, coraggiosamente, negli anni ’70 propose un catalogo così impegnativo: la Ictus di Andrea Centazzo. Forse quelli erano altri anni, in cui la musica “creativa” e improvvisata era molto più ricercata e richiesta, al contrario di oggi. Quindi, un ulteriore merito per Setola di Maiale.” (Maurizio Zorzi)

Articolo di Percorsi Musicali “Poche note sul jazz italiano: batteria e percussioni”, 2013 “La dicotomia funzionale tra percussività pensata per sostenere l’impianto ritmico e percussività intesa a far emergere le caratteristiche sonore intrinseche dei vari elementi che la compongono, è certamente fattore che distingue il jazz delle percussioni nella sua evoluzione moderna” (Ettore Garzia)

Intervista per Kathodik, 2012 “Quattro chiacchiere digitali con Stefano Giust, uno dei creatori dell’etichetta Setola di Maiale, agguerrita realtà nostrana dedita alla musica improvvisata, sperimentale, elettronica e contemporanea. Non pago di ciò, Giust è anche un eccellente batterista sperimentatore a tutto tondo, impegnato in moltissimi progetti con svariati artisti internazionali e soprattutto un simpaticissimo, acuto e “fluviale” conversatore. Leggere per credere.” (Marco Paolucci)

“I 10 CD nel CD-Player di Stefano Giust” per All About Jazz, 2012 dischi e brevi commenti, per la collaudata rubrica di Vincenzo Roggero.

Intervista per Il Rombo Strozzato, 2011 intervista collettiva rivolta ad alcuni musicisti sperimentali italiani.

Intervista per Chitarra & Dintorni Nuove Musiche, 2010 a cura di Andrea Aguzzi.

Intervista per Noctivaga Musica, 2010 a cura di Alessandro Lupo.

“Il Peso della Cultura”, una lettera aperta a Il Fatto Quotidiano, 2010 pubblicata l’11 ottobre attraverso il blog musicale di Pasquale Rinaldis. Nel testo pubblicato sono stati eseguiti dei tagli per motivi editoriali: la versione integrale della lettera è stata pubblicata, oltre che in alcuni blog, da Kathodik e Sands-zine.

Intervista per Sands-zine, 2008 “Senz’altro non sono sufficienti le 70 registrazioni sigillate da solo, o come co-leader, a decretare la grandezza di Stefano Giust. Non bastano neppure le geniali intuizioni che distinguono in grande il criterio personale di sperimentazione portato avanti per vent’anni. Niente corsi e ricorsi nell’opera di Giust: solamente sana ispirazione e piena individualità. C’entrano poche cose con gli esiti di Stefano: capacità naturale e attenzione a non ghettizzarsi nei generi e negli obsoleti diktat accademici. Conosceremo una personalità extra-large, un soggetto la cui enfasi interna è talmente forte da rievocare il carattere di un inviolato guerrigliero… dei tempi moderni.” (Sergio Eletto)

Intervista per Kathodik, 2008 “Quella che presentiamo è una ricca conversazione con Stefano Giust: compositore, improvvisatore, percussionista, produttore appassionato da tanti anni ad uno sviluppo concreto e di classe dell’improvvisazione. La sua creatura discografica, Setola di Maiale, si contraddistingue come una delle etichette indipendenti più policrome, costanti e coerenti del panorama nostrano e non. Animosi ragionamenti rimarranno impressi per l’autenticità, il piglio ribelle e anti-conformista, ed infine, per l’ottima musica trattata.” (Sergio Eletto)

Intervista e articolo su Camusi (Patrizia Oliva, Stefano Giust) di SentireAscoltare, 2008 “Voce e percussioni. Uno spruzzo di elettronica. Quella camusiana è musica essenziale e difficile per collocazione e impegno nell’ascolto. Ricca di significati, di spunti, di derive e approdi. Camusi tenta di staccarsi dai contesti storicizzati e convenzionali. E produce una musica senza tempo e fuori dallo spazio che la fa divenire al tempo stesso universale e originale, totale e personalissima. Una musica che si pone al nuovo, frutto di maturità e riflessione globale. C’è un cassetto che ogni appassionato di musiche non convenzionali dovrebbe aprire, rovistarci dentro ed esplorare l’infinito universo camusiano.” (Stefano Pifferi)

Articolo su Setola di Maiale di SentireAscoltare, 2008 “Ci piace pensare a Setola di Maiale come ad una rete di conoscenze basata sull’interscambio culturale, sulla circolarità dell’informazione, sul dialogare in direzione ostinatamente orizzontale. È così che va, da quando Stefano Giust decide di gestire in splendida, autarchica solitudine, musica non interessata al vendere ma al ricercare.” (Vincenzo Santarcangelo)

Articolo su Setola di Maiale di Musicologi, 2006 “Oramai una realtà consolidata della musica indipendente. Setola di Maiale ha dato spazio a quei musicisti ricchi di inventiva che non trovano spazio nei circuiti commerciali. Basta dare un’occhiata al ricco catalogo per rendersene conto e se qualcuno potrebbe obiettare che quantità non rende qualità, si legga i nomi dei musicisti.” (Paolo Bomben)

(ES) Entrevista de Juan Antonio Rotuno para la revista mexicana Taladro #15 – Música subterránea para quienes creen que no existe lo subterráneo (2006). “…Porque habia acunos músicos en mi ciudad con más ideas de producción, de música; y era dificil que las compañias lanzaran sus discos. Asi que la única manera de hacer música no convencional es la auto producción, auto promoción, está es la razón para Setola di Maiale.”

Intervista per Sands-zine, 2006 “Credo che un piccolo pezzo estrapolato dalla biografia di Giust dovrebbe automaticamente destare l’interesse di un qualsiasi appassionato di musica, ma se la pillola non bastasse ancora credo che sia utile sapere che il nostro è il boss di Setola di Maiale.” (Andrea Ferraris)

Intervista per Succo Acido, 2003 “Setola di Maiale è una realtà che necessariamente doveva esistere in un panorama sonoro così falso come quello esistente tra molte delle tante etichette italiane. Ma va oltre il concetto di etichetta discografica, ed è questo il suo punto di forza, risultando così come una bacheca artistico-sonora rappresentante i progetti di tanti che della inusuale musica ne fanno una necessità vitale.” (Francesco Calandrino)

Intervista per All About Jazz, 2002 “Setola di Maiale è un network di musicisti indipendenti, per la maggior parte improvvisatori. Il gruppo è mosso dall’esigenza di dare corpo alle musiche creative prodotte principalmente nella nostra penisola da artisti piuttosto lontani dalle regole del mercato musicale.” (Francesca Bellino / Paolo Caleo)

Intervista e articolo di Jazzit, 2002 “Setola di Maiale è un laboratorio di libera coagulazione che opera nella più totale libertà creativa e gestionale: così si presenta il catalogo di questa iniziativa animata da Stefano Giust, musicista con anni spesi bene tra rock sperimentale, free music ed elettronica; musiche cariche di vitalità, poliformi e assai poco rassicuranti, dove invenzione e condivisione sono elementi costitutivi.” (Flavio Massarutto)

Articolo su Setola di Maiale di A/Rivista Anarchica, 2000 “Setola di Maiale: tutta la faccenda è tenuta in piedi dall’ostinazione di Stefano Giust, che riesce a trasformare nel tempo questa non-organizzazione in un bel catalogo di materiali, ricco di tanti titoli diffusi secondo la più estrema accezione di autogestione e cioè assolutamente al di fuori del giro commerciale dei negozi. Pesta duro, Stefano, e pesta strano.” (Marco Pandin)
 


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